Progetto selezionato e finanziato per l’autocostruzione organizzato da Chille de la Balanza, Evento Spacciamo Culture. Collaboratori:Giovanni Marino
Il progetto trova la sua genesi e compimento all’interno della manifestazione “Spacciamo Culture” organizzata dalla Associazione culturale “Chille De La Balanza” in collaborazione con UNIFI e la Banca CR Firenze. I 20 candidati preventivamente selezionati hanno sviluppato dei progetti per delle installazioni artistiche da realizzare con un plafond di 700 €. L’obiettivo era quello di ridare vita ad alcune aree del Parco di San Salvi a Firenze, ex-manicomio, che oggi vive in uno stato di semi-abbandono con interventi artistici basati su materiali di riciclo o soluzioni di ri-uso. Il progetto qui sotto descritto è risultato vincitore del plafond ed è stato realizzato, e inaugurato per l’evento “Spacciamo Culture”.
L’installazione si concentra sul tema del gioco, definendo una piccola area attrezzata con 3 diversi giochi: il tubofono, il periscopio e lo scivolo per palline. Particolare focus progettuale è stato il reinventare nuovi utilizzi per materiali che solitamente sono molto distanti dal tema del gioco, come i tubi in PVC per l’idraulica.
Il progetto quindi non solo inventa un nuovo uso del materiale ma ricerca anche soluzioni tecniche per realizzare con semplici strumenti da bricolage forme nuove e inedite. La realizzazione curata dagli stessi progettisti è stata profondamente razionalizzata da una fase progettuale attenta al minimo dettaglio per evitare sprechi e per ridurre i costi al minimo.
Una volta realizzate i tre “giochi”, questi sono stati composti insieme definendo così un nuovo spazio per l’abitare a San Salvi.
L’installazione ha ricevuto notevole successo e in virtù di questo non è stata smontata subito dopo la manifestazione ma continua ad essere un luogo per il divertimento di grandi e piccini.
Il tubofono è uno strumento musicale che si compone di tanti tubi che quando colpiti ad un’estremità producono un suono; come ogni strumento musicale è un vettore di sfogo attraverso cui far fluire le emozioni. Solo con il gioco si possono capire tutte le potenzialità espressive di questo mezzo, “sbrigliandone” i tubi. Il tubofono esprime il bisogno di comunicare le proprie emozioni, anche se ad ascoltare sono solo gli alberi; suonare il tubofono è semplicemente esprimere sé stessi: non ci sono regole nei sogni, non ha regole il tubofono.
Il periscopio, nella sua forma più semplice, è un tubo che permette di guardare spazi altrimenti non visibili. Il periscopio dei sogni è un gioco che permette di esplorare da vicino gli occhi dell’altro, pur mantenendo la distanza fisica. Ha una forma intrecciata per ricordare quanto sia spesso difficile poter guardare davvero gli altri, e quando sia difficile lasciarsi osservare. Conoscersi, esplorarsi, diventa così un gioco.
Lo scivolo, infine, connette i giochi ed abbraccia lo spazio. È una forma dinamica e sinuosa che si estende leggero verso il cielo, quasi a voler abbracciare anche quello. Il gioco è semplice: una pallina viene messa in un punto qualsiasi ed inizia a scorrere veloce, attraversando gli alberi e gli altri giochi. Il significato è profondo: un limite che si dissolve sotto il peso effimero di un gioco.
Ciò che ne deriva è un organismo vivente che vede attraverso gli occhi di chi usa il periscopio, che parla per mezzo delle note di chi suona il tubofono, e che si muove per via delle mani che mettono la pallina sullo scivolo: un organismo che vive delle interazioni sociali che vi si svolgono intorno.